Le principali cause di arresto cardiaco sono di origine cardiaca, come un’aritmia grave, un infarto particolarmente esteso, uno scompenso cardiaco avanzato o una miocardite severa. Anche altre condizioni, come un’insufficienza respiratoria grave o eventi esterni quali annegamento, traumi o soffocamento, possono provocare un arresto cardiaco. Fattori genetici, come la sindrome di Brugada o anomalie delle cellule cardiache (ad esempio, la sindrome del QT lungo), aumentano significativamente il rischio di arresto cardiaco improvviso.
È fondamentale distinguere tra arresto cardiaco e infarto, due condizioni spesso confuse o utilizzate come sinonimi. Si tratta di due eventi diversi: nell’infarto il cuore continua a battere, ma una parte del muscolo cardiaco è danneggiata a causa dell’occlusione di una coronaria, una delle arterie che forniscono sangue al cuore. In questi casi, la persona è cosciente, respira e accusa un dolore toracico intenso. È essenziale chiamare immediatamente il 112/118. L’arresto cardiaco, invece, interrompe l’attività del cuore e, se non trattato tempestivamente, è fatale in pochi minuti. Un infarto non riconosciuto e non trattato in tempo può evolvere in un arresto cardiaco.
Sebbene l’arresto cardiaco sia un evento improvviso, una prevenzione cardiovascolare attenta può ridurne il rischio. Adottare uno stile di vita sano e attivo, riconoscere segnali d’allarme come dolori toracici, svenimenti durante sforzi fisici o forti emozioni, e sottoporsi a controlli cardiologici approfonditi in presenza di una storia familiare di arresto cardiaco, sono strategie fondamentali per prevenire l’arresto cardiaco e ridurre la mortalità.